Informazione sanitaria

La solitudine fa male come l’alcol, il fumo e l’obesità

soloStudio Usa: chi non ha compagnia ha 30% possibilita’ in piu’ di morire. La solitudine fa male come l’alcol, il fumo e l’obesita’. Lo rivela uno studio degli psicologi della Brigham Young Uni-versity di Provo, in Utah, secondo i quali l’isolamento sociale aumenta le possibilita’ di morire del 30%..

“L’effetto della solitudine e’ para-gonabile a quello dell’obesita’, qualcosa che la salute pubblica prende molto sul serio”, ha affermato l’autore Julianne Holt Lunstad, sottolineando che e’ necessario “iniziare considerare in maniera piu’ approfondita le nostre relazioni sociali”.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 70 studi condotti tra il 1980 e il 2014, con un totale di oltre tre milioni di partecipanti. E da questi hanno ricavato che la solitudine e l’isolamento sociale sono dannosi come l’obesita’. Ma anche come alzare troppo il gomito, o fumare 15 sigarette al giorno.

E’ vero amore? Lo scoprirà risonanza magnetica al cervello

cervIn chi e’ innamorato si attivano alcune aree specifiche. Vero amore oppure no? A rivelarlo senza margine d’errore in futuro potrebbe essere una semplice risonanza magnetica cerebrale, utilizzabile ad esempio nelle cause di divorzio oppure nei processi legati a delitti passionali. E’ quanto emerge da uno studio cinese, della University of Science and Technology of China, pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience. Gli studiosi, guidati da Xiaochu Zhang, hanno studiato scansioni cerebrali di 100 persone in diverse fasi delle proprie relazioni, scoprendo che le aree del cervello coinvolte e influenzate in maniera diversa dalle emozioni indotte dall’amore sarebbero nel complesso 12. Sono stati quindi catalogati i primi indizi su come sia realmente il vero amore dal punto di vista cerebrale e come si possa identificarlo con chiarezza, perché nei partecipanti allo studio che dichiaravano di essere innamorati risultavano più attive alcune aree cerebrali comuni, come ad esempio quelle associate con la ricompensa, la motivazione e l’emozione. Hanno inoltre individuato anche un’area del cervello, detta nucleo caudato, che invece e’ più attiva alla fine di una relazione. “Il nostro studio – spiega Zhang – fornisce la prima evidenza di alterazioni correlate all’amore nell’architettura del cervello e i risultati gettano nuova luce sui meccanismi dell’amore romantico”. Il prossimo passo sarà quello di fare nuovi test, in modo da avere una ‘mappa cerebrale’ il più possibile accurata del cervello quando e’ innamorato

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