Informazione sanitaria

Il consumo di cannabis ‘forte’ aumenta il rischio di psicosi

Chi fuma cannabis potente, cioè con una concentrazione di tetracannabinolo (thc), è a maggior rischio di avere episodi di psicosi. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet Psychiatry e condotto in 11 città europee e in una regione brasiliana, circa un caso su dieci di psicosi può essere addebitato alla cannabis forte, come la varietà skunk.
    I ricercatori del King’s college di Londra hanno rilevato che anche l’uso quotidiano di qualsiasi tipo di cannabis rende più probabili i casi di psicosi, in particolare a Londra e ad Amsterdam, dove la qualità che viene venduta è molto forte, il rischio potrebbe essere molto maggiore. La cannabis a bassa potenza è quella che contiene una concentrazione di thc inferiore al 10%, mentre quella potente ne ha in percentuale superiore. Gli studiosi hanno confrontato un campione di 901 persone che avevano avuto psicosi con uno di 1.237 che non ne aveva mai sofferto e quindi hanno analizzato il tipo di cannabis usata, anche se non hanno potuto fare test di laboratorio. In questo modo si è visto che l’uso – autoriportato – di cannabis quotidiano era più frequente in chi aveva avuto il primo episodio di psicosi (29,5% contro il 6,8% della popolazione generale), che la cannabis potente era più consumata dal primo gruppo (37,1% contro il 19,4%), e che tra le 11 città, chi fumava cannabis ogni giorno era tre volte più a rischio di avere un episodio di psicosi, e di 5 volte maggiore per chi usava quella ad alta potenza. I ricercatori hanno stimato che 1 caso su 5 di psicosi nelle 11 città è collegabile all’uso giornaliero di questa droga, e 1 su 10 alla cannabis potente. “Se si decide di consumare questa droga – commenta Marta Di Forti, coordinatrice dello studio – bisogna essere coscienti dei potenziali rischi per la salute, anche se i nostri risultati non sono una prova definitiva”. (ANSA).

L’olio da frittura usato più volte alimenta il tumore al seno

Usare più e più volte lo stesso olio per friggere può innescare cambiamenti genetici che promuovono, in stadio avanzato, la progressione del tumore al seno. Gli studiosi dell’Università dell’Illinois, infatti, hanno scoperto che può agire come una sorta di innesco tossicologico che promuove la proliferazione delle cellule tumorali, delle metastasi e dei cambiamenti nel metabolismo dei lipidi. La ricerca (pubblicata su Cancer Prevention Research) è stata condotta nei topi: una parte di loro è stata alimentata con olio di soia fresco e non riscaldato mentre l’altra con olio che aveva avuto abusi termici. Nella seconda fase gli studiosi hanno simulato nelle cavie il carcinoma mammario in stato avanzato, iniettando cellule di cancro al seno. Venti giorni dopo è emerso come i tumori dei topi che avevano assunto l’olio con gli sbalzi termici avevano avuto una crescita metastatica quattro volte superiore ai topi che invece avevano consumato l’olio di soia fresco. Nell’esaminare i gruppi i ricercatori hanno scoperto che i tumori metastatici del polmone nelle cavie che hanno consumato olio per frittura usato più e più volte esprimevano significativamente più di una proteina chiave, il Ki-67, che è strettamente associato alla proliferazione cellulare. Anche l’espressione genica nel fegato di questi animali è risultata alterata. Quando l’olio viene riutilizzato ripetutamente, i trigliceridi vengono distrutti, ossidando gli acidi grassi liberi e rilasciando l’acroleina, una sostanza chimica tossica che ha proprietà cancerogene. La ricerca scientifica sa da tempo che l’olio usato più volte contiene questa sostanza e alcuni studi l’hanno già collegata a una varietà di problemi di salute, tra cui l’aterosclerosi e le malattie cardiache. (ANSA).

Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento clicca qui.

Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie.

Chiudi