Pasqua 2020

E’ una Pasqua triste. Una Pasqua che ci fa riflettere sul senso della vita. Siamo in piena pandemia e molti di noi non hanno compreso il pericolo e non riflettono sul significato  dell’insegnamento del vangelo ”Ama il prossimo tuo come te stesso” Il pericolo per l’Altro siamo noi stessi. La Pasqua è il passaggio dalla morte alla vita.  La resurrezione di nostro Signore significa il trionfo delle vita sulla morte, dell’amore sull’odio. Dice Papa Francesco nella benedizione ”Urbi et Orbi” in una deserta Piazza San Pietro ”La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di ”imballare e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli” continua il Papa” ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca tutti fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari. tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti, tutti ”Perchè avete paura? Non avete ancora fede? Le nostre case devono diventare Cappelle di preghiera e meditazione utilizzando ciò che la moderna tecnologia ci offre”.

Buona Pasqua anche se triste e carica di dolore.

                                                                                                                                                                       Orazio D’Antoni

I vescovi e i presbiteri celebreranno i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace”. A disporlo è  la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, con un decreto emesso in considerazione del “rapido evolversi della pandemia da Covid-19 e tenendo conto delle osservazioni pervenute dalle Conferenze episcopali”. “I fedeli – la raccomandazione del decreto – siano avvisati dell’ora d’inizio delle celebrazioni in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. Potranno essere di aiuto i mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata. In ogni caso rimane importante dedicare un congruo tempo alla preghiera, valorizzando soprattutto la Liturgia Horarum. Le Conferenze episcopali e le singole diocesi non manchino di offrire sussidi per aiutare la preghiera familiare e personale.

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